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L’estate e i solari

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10Per capire la vastità dell’argomento “solari” bisogna fare una premessa: molte, troppe, delle creme solari che si trovano in commercio contengono filtri chimici che, come potete ben immaginare, non sono affatto salutari.

Come accade per tutti i cosmetici industriali, nel momento in cui li spalmiamo sulla pelle assorbiamo all’interno del nostro organismo tutte le sostanze di cui sono composti e, tra queste, alcune decisamente pericolose e dai molteplici effetti collaterali, come sostiene da tempo anche il Responsabile del reparto di Dermatologia di Humanitas in questo articolo: ‘Creme solari: attenzione all’effetto boomerang‘.

Tra le conseguenze dell’utilizzo di questo tipo di prodotti non c’è solo l’accelerazione dell’invecchiamento della pelle (a causa dei pluri citati parabeni), ma anche effetti più gravi come si può leggere dall’articolo.

E’ stato provato che tre dei filtri UV usati più comunemente nelle creme solari (octylmethoxycinnamato, benzophenone-3 and octocrylene) con l’esposizione ai raggi solari producono essi stessi radicali liberi: in pratica, invece di evitare la formazione delle molecole responsabili dell’invecchiamento e delle malattie della pelle, aumentano il potere dannoso dei raggi UV!

Spesso si pensa di essere allergici al sole mentre le reazioni che si hanno alla sua esposizione potrebbero essere causate proprio dall’uso di creme in cui sono presenti filtri solari di origine chimica. Da poco è nata anche un’azione di sensibilizzazione nei confronti di un marchio americano che utilizza una “protezione 100” pensata apposta per i bambini che contiene una grossa quantità di additivi come Oxybenzone  Retinyl Palmitate, estremamente tossici.

Dunque come possiamo proteggerci dalla nocività dei raggi UVA e UVB?

Personalmente la soluzione proposta da alcuni dermatologi di rinunciare completamente all’esposizione, per chi come me piace stare al sole in quei pochi giorni all’anno di relax che ci sono concessi, non la trovo un’idea allettante! Certamente concordo sull’evitare quella prolungata e nelle ore più calde, ma parlando molto chiaramente: come si può rinunciare ad una passeggiata in montagna o un bel bagno al mare? Tra l’altro vorrei ricordare che il sole aiuta il nostro corpo a produrre vitamina D (importante per contrastare osteoporosi, depressione, malattie cardiovascolari e obesità) e  tutte le scorte che immagazziniamo d’estate ci saranno utili per affrontare al meglio l’inverno. (purtroppo oggi la vitamina D è carente nel 90% della popolazione mondiale a causa dell’interferenza dei gas serra sui raggi UV).

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Le cose che dobbiamo sapere sui solari

Innanzitutto facciamo attenzione a non farci fuorviare dalle indicazioni ingannevoli che troviamo sulle etichette: nella rivista “Altroconsumo” (nr. 294/2015, pag.7) viene analizzato il contenuto di una nota marca di solari per scoprire che non solo il prodotto non protegge dal sole, ma contiene principalmente olio minerale (Paraffinum Liquidum) e, come se non bastasse, del “cocco” raffigurato in bella mostra sulla confezione come se fosse l’ingrediente principale.., in realtà c’è solo il profumo!!!

Per quanto riguarda le modalità d’impiego è importante sapere che un filtro solare, per poter garantire un determinato fattore di protezione (SPF), deve essere applicato sulla pelle in quantità pari a 2mg per cm2 : le aziende produttrici tendono invece a spingerci verso l’utilizzo di fattori di protezione molto elevati senza considerarne il quantitativo, come se il solo fatto di applicarle potesse essere sufficiente a evitarci scottature, eritemi o effetti collaterali persino peggiori.

La  soluzione, come sempre, è quella di scegliere i prodotti giusti.

Scegliendo creme con filtri solari di origine naturale eviteremo di assorbire quelli chimici  e applicandole nel quantitativo corretto sarà sufficiente un fattore di protezione medio (i filtri di origine naturale non raggiungono SPF molto elevati) per proteggerci dal 95% dei raggi solari nocivi: vale la pena rischiare per avere un 3% di protezione in più che può al massimo fornire un SPF 50?

Infine,  sopratutto in questo caso, è evidente che decidere di acquistare in modo consapevole fa la differenza per noi e per l’ambiente, dato che le sostanze chimiche e gli eccipienti che scegliamo di spalmare su di noi e sui nostri bambini vanno ad inquinare il mare quando entriamo in acqua. Alla luce degli studi più recenti, infatti, è ormai impossibile non considerare il pesante impatto ecologico sull’ecosistema marino provocato dai solari negli ultimi decenni.

A presto e buone vacanze a tutti!

Caterina

Per approfondire visita il mio sito www.frescobenessere.com

  1. ciao questo articolo, come i precedenti, è fonte di spunti interessanti; con parole semplici e concise si apprendono informazioni importanti ed alla coscienza di ognuno arriva un messaggio importante: la consapevolezza di vivere nel rispetto di sè stessi, del mondo animale e dell’ambiente. Grazie Caterina!

    • Grazie a te Nastia…il bello del blog è proprio venire in contatto con persone che vivono secondo i tuoi stessi valori. Un abbraccio, Caterina

    • paola
    • 06/21/2016
    Rispondi

    Ciao, grande articolo..da far leggere a tante mamme in partenza per le vacanze.
    Grazie caterina

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Caterina Cariello

Admin

"Ogni cosa che puoi immaginare la natura l'ha già creata" A.E.

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